I sette peccati di Hollywood

oriana.jpgLavorava per l’Europeo nel periodo in cui nasceva quello che passò alla storia come un periodo chiamato “dolce vita”.
Le fu incaricato di scrivere in merito ad un mondo che non le apparteneva.
Un contesto diverso.

Lei che sin da bambina aveva vissuto nella politica non accettava di dover
parlare di divi e frivolezze.
Ma ligia nei confronti del lavoro si preparò a partire.

Partì per Hollywood e da questa esperienza, nel 1958, ne nacque il suo primo romanzo: ” I sette peccati di Hollywood”.
Qui si avvicinò a star di fama mondiale conoscendone abitudini, vizi e debolezze e confermando il fatto che, alla fine, si tratta pur sempre di persone come tante.
Nel libro sono riportati molti avvenimenti come la sua avventura con Marilyn Monroe, considerata in quel periodo LA STAR.
Ma questi divi sono nati in un contesto che un tempo era una stalla.

Sì..avete letto bene…Hollywood era un ranch!

Una puritana di nome Wilcox decise di costruirlo proprio lì con questo nome che non cambiò mai….Hollywood ovvero Bosco di Agrifoglio.

Un giorno del 1903 decise di fare un opera di beneficenza, o così credeva , e decise di donare il ranch alla comunità.
Pochi mesi dopo il sindaco permise ad un fabbricante di pellicole di poter girare delle scene proprio in quella zona.
Qualche anno dopo famelici di fama il Sig. Goldwyn e De Mille vi girarono “The Squaw Man” e con il permesso del sindaco affittarono una stalla dove la Sig.ra Wylcox teneva le vacche!
In pratica uno dei luoghi più ambiti e rinomati di oggi nel mondo del cinema e non solo… è nato in mezzo alle vacche!
Non so voi ma a me questa cosa ha fatto abbastanza ridere!

La sua prima opera che la attesta come scrittrice dava già conferma delle sue grandi capacità e del suo modo sfacciato di riportare la verità.
Sono 220 pagine senza impegno, gli argomenti non sono decisamente quelli che ci si aspetterebbe pensando alla Fallaci, ma da conto mio resta comunque un testo interessante.

Si espongono elementi a conferma del fatto che a volte portiamo in palmo di mano personaggi come fossero divinità quando in realtà sono persone comuni, anzi a volte molto più problematiche di quanto non diano a vedere.
Ed è sempre stato così, questo testo ne da la conferma.
Lo consiglio sia a chi apprezza l’Oriana ma anche a chi non ha solitamente nelle sue corde il suo genere di scrittura perché qui non troverà una Fallaci come è abituato ad intenderla.

L’edizione che possiedo io è proprio quella della Bur riportata nell’immagine sopra dove si mostra una giovane Oriana convinta di sé!

Conservo tutti i testi di Oriana Fallaci e li custodisco gelosamente, questo è uno dei miei preferiti perché ha dato vita ad una scrittrice/giornalista da me molto apprezzata e rispettata.

Voi cosa ne pensate?

A presto,

Deb!

 

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4 risposte a "I sette peccati di Hollywood"

    1. Ho tutti i suoi testi e li tengo come pietre preziose. Per me oltre che un’icona nel campo del giornalismo e della letteratura è un riferimento come donna. Ha fatto cose che ancora oggi nel 2018 molte ragazze non si sognerebbero nemmeno di fare.

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  1. Non conosco nello specifico questo testo di Oriana Fallaci, ma mi hai molto incuriosito e penso che lo metterà nella lista dei libri da leggere, Mi sono piaciute diverse opere della scrittrice anche se non sempre sono stata convinta delle sue tesi. Resta comunque un punto di riferimento e una giornalista unica.

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