Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”

A volte capita di non sapere cosa fare nelle giornate di pioggia; fa freddo, non hai idee, magari diventi pure un po’ svogliato.

Eeee no…mi dispiace caro il mio pigrone ma si può sempre fare qualcosa!

Per esempio si può andare al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” a Milano.

So già che sarà un lungo articolo in merito ma ci sono davvero tante cose da dire.

Tanto per cominciare raggiungere questo posto non è difficile, se decidete di andarci di domenica non vi sono limiti di circolazione quindi potrete, grazie al navigatore, raggiungere direttamente il posto in auto. 

Se vi spostate in metro è invece consigliabile prendere la linea verde in direzione S. Ambrogio e da qui il museo dista solo 5 minuti e piedi.

L’ingresso si trova in Via San Vittore 21. Vi troverete in una piazzetta in prossimità di una chiesa, lo noterete solo grazie all’insegna posta sopra la porta d’ingresso!

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Una presentazione sobria con un nesso religioso ma non per niente!

Il museo nasce la dove un tempo vi era un monastero nato per ospitare i monaci dell’ordine degli Olivetani. Ma non solo! Nei primi anni dell’Ottocento Napoleone decise di trasformarlo in un ospedale militare. E perché non farlo diventare anche una caserma dell’esercito italiano durante gli anni successivi?

Tutto questo non ha sicuramente giovato a quella che era la struttura interna originaria di cui non è praticamente rimasto nulla, quel che si può ammirare è  il chiostro.

A seguito della Seconda guerra mondiale, per la precisione il 27 aprile 1947  viene ufficialmente dato l’annuncio della nascita del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica che da li a breve avrebbe visto iniziare i lavori di creazione. Sarà poi nel 1952 che il  Comune approverà la proposta di intitolare il Museo a Leonardo da Vinci perché simbolo della continuità tra cultura scientifico tecnologica e artistica. 

Il Museo si divide su tre piani (interrato, piano terra e primo piano).

Non vi è un percorso specifico è possibile visitarlo in modo libero creando un itinerario a proprio piacimento.

Siamo arrivati nel primo pomeriggio senza problemi, le strade erano completamente sgombre. Parcheggiamo, entriamo e ci troviamo davanti a questa enorme cosa che poi leggendo capisco essere  la centrale termoelettrica Regina Margherita ed i suoi bellissimi 123 anni! Li porta bene la Signora!

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Iniziando ad ammirare questa meraviglia si  possono fare i biglietti.

Vi consigliamo di guardare direttamente la pagina del sito in quanto il prezzo intero è di € 10.00 a partire dai 27 anni, ci sono anche delle visite extra che richiedono un biglietto a sé oltre ad una serie di biglietti ridotti per i bambini e così via!.

Se inoltre vi piacerebbe partecipare a dei laboratori questi richiedono una prenotazione, ecco perché vi lascio direttamente il link alla pagina con tutte le info dettagliate:     http://www.museoscienza.org/visitare/orari.asp

Torniamo a noi!

Una volta acquistati i biglietti uno dei gentilissimi volontari ci ha dato due dritte su come muoverci.

Decidiamo di partire dal piano M0 e salire.

Qui possiamo inoltrarci nella conoscenza di tutto ciò che sono i materiali e dispositivi energetici con una ricreazione di una zona di lavoro come una fonderia ed un impianto siderurgico.

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Il museo offre dettagliate presentazioni di tutto ciò che riguarda la conoscenza dei materiali come acciaio, rame, carta, la plastica e così via. Come vengono lavorati utilizzati e riciclati. VI sono delle ricostruzioni di macchinari che lavorano questi materiali spiegando i vari passaggi in modo semplice.

Tutto questo viene esposto come se fosse un gioco, per avvicinare i più piccoli ma per far divertire anche i più grandi attraverso delle esposizioni che possono essere testate.

Di questo piano forse la parte più complessa per i più piccoli…ma non solo direi… è l’area dedicata all’industria chimica di base.

La mia ignoranza in materia mi ha portata a schiacciare cose a caso sui dispositivi interattivi messi a disposizione sperando di azzeccare almeno una formula chimica per avere una qualsiasi reazione! Inutile spiegarvi il risultato…

Da un punto di vista organizzativo su questo piano troverete anche la toilette…se funzionante! Sempre al chiuso un’area snack e pic-nic, un’area bebè e passeggini e degli armadietti con chiusura a chiave nel caso abbiate oggetti da voler riporre senza doverli tenere in mano per tutta la visita.

Girato in lungo e in largo il piano M0 ed aver “giocato” con tutto quello che il Museo poteva mettere a disposizione..decidiamo di salire al piano M1.

Praticamente torniamo all’ingresso per proseguire lungo il grande corridoio che affianca la centrale termoelettrica e proseguiamo la visita.

Ci troviamo a questo punto ad ammirare un’antica farmacia con tutti gli elementi che presentava un tempo, per non parlare del primo computer a transistor commerciale prodotto in Italia ed uno dei primi del mondo …. l’Olivetti Elea 9003”!

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Dopo una serie di perle di questo tipo si apre una sezione dedicata all’alimentazione.

Qui oltre a delle chicche presenti nelle cucine delle nostre mamme/nonne troviamo molti spunti di riflessione interessanti.

Ci sono dei sistemi interattivi dove attraverso una serie di domande ti fanno capire se conservi nel modo giusto il cibo, oppure un pannello in cui è presente tutta una lunga serie di semi..alcuni devo ammettere di non averli riconosciuti!

Ed una serie di info legate al cibo, per esempio su come ci alimentiamo e nozioni legate alla produzione e smaltimento di questi.

In quest’area del Museo oltre che ai vari laboratori dedicati agli argomenti del piano troviamo una “Tinkering zone”. Tinkering sta ad indicare un metodologia educativa per l’apprendimento in STEM (science – technology – engineering – mathematics). In pratica ti insegna a ragionare utilizzando le mani. Imparare facendo!

In quest’ area quindi tinkering, making e design si incontrano. A differenza degli altri laboratori qui lo scopo non è studiare e creare qualcosa di specifico ma dedicarsi alla conoscenza di scienza, tecnologia ed altri argomenti.

Saliamo all’ultimo piano, M2. Il piano con cui ho avuto più feeling!

Appena saliti siamo finiti nello spazio! Mi trovo davanti ad un cannocchiale grande come una casa ed insieme a lui tanti altri di vari generi facendo passo dopo passo un salto nel tempo fino ad arrivare ad ammirare delle tute spaziali ed altri reperti meravigliosi!

Questa credo sia stata l’area più affollata. 

In mezzo alla sala è stato posto questo Pc enorme circolare con più postazioni che dava la possibilità di giocare facendo un viaggio nello spazio. Vi lascio immaginare la marea di bambini ammassati!

Troviamo descrizioni dettagliate di varie attrezzature di rilevamento, tecniche di insonorizzazione e via dicendo.

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Dallo spazio l’attenzione si sposta sul pianeta Terra dove attraverso diverse aree vengono presentati e spiegati tutti gli elementi che ci circondano e rappresentano; grazie anche a delle mappe e foto molto dettagliate. Se devo essere sincera quello che mi ha più  emozionata di quest’area era la riproduzione dei suoni della natura, nulla di più rilassante!

Proseguendo il giro ci troviamo davanti ad un mondo di tecnologia…mi si illuminano gli occhi come nemmeno ai bambini intorno a me.

Inizio a toccare tutto, devo giocare con tutto, bambini levatevi perché quello è mio!

Passo da una cosa all’altra tocasciando qualsiasi cosa avessi a disposizione per capire come funzionava e provare anch’io a farlo funzionare!

In quest’area sono esposte cose che spaziano dal telegrafo e telefoni dove io e Marco appostati su due diversi apparecchi abbiamo provato a comunicare con il codice morse…peccato sia riuscita a dirgli solo ciao :/ … meglio di niente!

Con risultati pessimi abbiamo anche provato a parlarci utilizzando dei telefoni a manovella degli anni ‘40!

Ho trovato nella massa anche un Nokia 3310…non aggiungo altro! Troppi ricordi!

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Tra un apparecchiatura e l’altra siamo passati al mondo delle radio e delle emittenti radiofoniche con tanto di ricostruzioni di studi di diversi periodi storici fino a quella di Radio 105 con cui il Museo ha una collaborazione.

Ma poteva mancare l’area dedicata alla Tv? Certo che no…ecco qui che si presenta un’esposizione di diverse Tv, macchine da ripresa e riproduzione di programmi che hanno fatto la storia!

E le calcolatrici? Vi siete mai chiesti come sarebbe la vostra vita senza una calcolatrice? Io ci lavoro tutto il giorno e non potrei farne ameno..ma non vi dico che faccia ho fatto nel vedere le prime macchine da calcolo esposte al Museo!

Fatti quattro calcoli e visti i primi modelli di Pc ci troviamo ad ammirare un originale bottega di un orologiaio. Questo laboratorio fu “smontato”, trasportato e ricostruito all’interno del Museo e contiene tutti gli attrezzi di cui un orologiaio necessitava per lavorare.

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Una piccola area viene poi dedicata alla musica, qui troviamo dei preziosi strumenti come un’arpa, un organo antichissimo, vari modelli di violini, viole e violoncelli. Flauti, clarinetti, mandolini e qualche altri elemento. 

Ma non è finita qui…siamo sul piano dedicato a Leonardo Da Vinci.

Per creare quest’esposizione degli esperti sono stati incaricati di studiare i suoi manoscritti e riprodurne i modelli.  Una mente così brillante che lascia senza parole.

Si parla di creazioni innovative per l’epoca o comunque di modelli che andavano ad apportare migliorie a cose già esistenti.

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Un piano dedicato ad una serie di modellini che hanno portato a quello che oggi noi diamo per scontato…tutto frutto di una sola persona…

Pensavate fosse finita qui? E no mi dispiace? A questo punto non resta che uscire da questo complesso per entrare  nel padiglione ferroviario.

Ne io ne Marco siamo stati bambini appassionati di trenini…preferivamo già le moto! Resta il fatto che vedere certi reperti originali, restaurati e messi li tutti insieme..fa un pò effetto!

Ci sono solo due treni su cui è possibile salire ma ne vale la pena!

E’ molto interessante conoscere la storia di questi mezzi, come sono cambiate le cose…almeno in parte visto che ci sono dei treni che impiegavano due ore per percorrere la tratta Varese – Milano…praticamente come oggi in macchina nel orario di punta!

Questo padiglione, se non siete dei veri appassionati, si visita abbastanza velocemente e da qui si può passare a quello aeronavale.

Sarà molto interessante girare tra qualche mezzo d’assalto, un transatlantico  e…se alzate la testa, potrete ammirare il catamarano AC72 Luna Rossa team Prada.

Una serie di aerei da guerra o da turismo vi faranno fare un salto nel passato e per chi ama viaggiare come si può non rimanere affascinati dall’evoluzione di questi mezzi fatta nel corso degli anni?! Marco si rifiuterebbe di viaggiare su un aereo come questo…io sarei curiosa di provare! 

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Arrivati a questo punto della visita mancano due elementi che caratterizzano il Museo, uno è il simulatore di volo; al momento in manutenzione.

L’altro è il sottomarino S 605 Enrico Toti. Si tratta di un mezzo navale varato nel 1967. E’ stato il primo sottomarino costruito in Italia in seguito alla Seconda guerra mondiale. Compie il suo ultimo viaggio nel 1997 e viene donato al Museo nel 2005.

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Vi sconsiglio la visita se soffrite di claustrofobia! Il sottomarino è un luogo molto angusto e buio gli spazi sono studiati al millimetro e per quanto mi riguarda la cosa che più mi “da fastidio” non è lo spazio ristretto ma l’idea di passare tanto tempo chiusa in un contesto senza luce naturale.

Ovviamente l’accesso è limitato e di conseguenza la visita al sottomarino deve essere prenotata. Il costo del biglietto ed equivale a 8€ se prenotate la visita sul posto o 10€ se lo fate prima di recarvi al Museo.

Finisce qui la nostra giornata al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”.

I tempi per la visita stimati sono di tre ore e mezza ma fidatevi che se vi soffermate a guardare quello che avete davanti, a capire e giocare quattro ore passeranno in un attimo. L’unico lato negativo che ho potuto riscontrare è purtroppo il mal funzionamento di alcuni oggetti messi a disposizione. Giocare con le apparecchiature che il Museo offre al pubblico non significa poterli maneggiare a piacimenti fino a romperli. Purtroppo alcuni genitori vedono certi luoghi come un posto dove lasciare i figli allo stato brado facendogli fare ciò che vogliono senza alcun rispetto per quel che hanno davanti…con queste conseguenze. A volte non sono solo i più piccoli ad essere così…

Ricordatevi che parliamo sempre di 25.000 mq espositivi con 16.700 beni storici, 45.000 volumi specialistici nella biblioteca 50.000 beni fotografici e audiovisivi (dati presi direttamente dal sito). Sono pezzi che hanno costruito il mondo in cui viviamo e sono donazioni è quindi  importante averne cura.

Il posto merita sicuramente una visita quindi spero di avervi incuriosito almeno un pò.

Se ci siete già stati mi piacerebbe invece sapere il vostro punto di vista.

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4 risposte a "Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”"

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